Anatocismo bancario – tematica del “saldo zero” ed onere della prova.

Se il correntista agisce in giudizio per far rideterminare il proprio saldo di c/c epurandolo da interessi anotocistici, da commissioni di massimo scoperto e da altre spese non dovute, ha l’onere provare l’illegittimità del saldo iniziale allorquando dal primo estratto conto prodotto si evinca un saldo debitore.

Infatti, sulla base dell’applicazione del riparto dell’onere della prova previsto dall’articolo 2697 cod. civ., occorre distinguere due differenti situazioni: laddove sia la banca ad agire per il pagamento, la banca non può sottrarsi all’onere di provare il proprio credito invocando l’insussistenza dell’obbligo di conservare le scritture contabili oltre dieci anni dalla data dell’ultima registrazione ex artt. 2220 c.c. e 119 TUB, in quanto tale obbligo, volto ad assicurare una più penetrante tutela dei terzi estranei all’attività imprenditoriale, non può sollevarla dall’onere della prova piena del credito vantato anche per il periodo ulteriore; pertanto, spettando all’attore dar prova della fondatezza delle proprie ragioni, la ricostruzione dell’andamento del rapporto deve essere effettuata partendo dal saldo del primo estratto conto disponibile se a credito per il cliente; nel caso, invece, il primo estratto conto disponibile sia a debito per il cliente, occorrere ripartire dal saldo zero; nel caso in cui, dopo il primo estratto conto disponibile, manchino estratti conto successivi, la ricostruzione dell’andamento del conto corrente deve essere effettuata soltanto sulla base degli estratti conto effettivamente disponibili. Nel diverso caso in cui sia il correntista ad agire in ripetizione e non vi sia domanda riconvenzionale della banca, l’applicazione dei sopra indicati principi generali sul riparto dell’onere della prova deve condurre a ritenere che la ricostruzione dei rapporti di dare/avere sia circoscritta al periodo in relazione al quale risultano prodotti gli estratti conto, senza potere muovere dal saldo zero in caso di un primo estratto conto a debito per il cliente.

In definitiva, nei rapporti bancari in conto corrente, l’entità dei crediti e dei debiti da essi derivanti va dimostrata mediante la produzione di documentazione idonea a consentire l’integrale e certa ricostruzione del dare/avere: tale principio vale anche per il correntista che agisca in ripetizione dell’indebito conseguente ad addebiti illegittimi, poichè anche in tal caso è necessaria, per determinare il suo eventuale credito derivante dall’eliminazione dal conto delle poste non dovute, l’integrale ricostruzione del rapporto. Pertanto, poichè l’onere probatorio grava a carico del correntista, nel caso in cui il primo conto corrente disponibile in atti riporti un saldo debitorio, il correntista non potrà pretendere di ricostruire il rapporto partendo dal c.d. “saldo zero”, in quanto la ricostruzione del conto va operata sulla base dei documenti prodotti (App. Ancona 28.6.2019, n. 1080, Trib. Bari 11.2.2015, n. 591, Trib. Bari 17/11/2011, Tribunale Reggio Emilia, sez. II, 23/04/2014, n. 650).